Popoli

Sandro Glaettli
Popoli


Text by Luca Patocchi
Contribution by Ferdinando Scianna

28x28 cm
56 pp.
46 Tritone photographs
HB

ISBN 88-87469-43-1
Italiano/English

CHF 45,--
EURO 30,--
GBP 25,--

Sandro Glaettli ha la giusta sensibilità verso le foreste che fotografa con rispetto e dolcezza. Si è reso conto che il bosco è costituito da esseri viventi: le piante. Esse crescono, parlano e cantano, si sviluppano in tutte le direzioni e diventano simili all’uomo, tanto da poterle paragonare nel loro insieme a delle città. Ma c’è una differenza sostanziale tra la città degli uomini e la città degli alberi: quest’ultima è più disponibile ad accogliere gli intrusi. Cimiteri, depositi di ferraglia, discariche abusive, carcasse di animali ed ogni cosa abbadonata dall’uomo con totale incoscienza, viene avvolta e ricoperta dal bosco. Come se il bosco volesse nascondere agli occhi di chi lo percorre a piedi, le brutture del mondo. Tra le spire dei rami degli alberi, vengono inghiottiti gli oggetti che l’uomo ha forse amato, ma che non vuole più vedere, vuole dimenticare. Il bosco nasconde la memoria dell’uomo e, quando è possibile, la ricicla. Nonostante l'urbanizzazione forzata a scapito della macchia generatrice, il bosco è ancora oggi luogo importante per la vita dell’uomo. Percorrendolo di giorno e di notte, in punta di piedi cercando di non disturbare, Sandro ci offre le immagini della sua quieta trasformazione, anche laddove l’uomo è intervenuto: accatastando legna tagliata, piantando steli per i suoi morti, pulendo lo strame dai sentieri. Egli gira per il bosco solo quando se la sente e lo fotografa solo quando l’immagine che ha ben fissa nella sua mente, gli si propone davanti. Si augura che un giorno tutto venga riordinato e, come rappresenta l’ultima fotografia di questo libro, tutto venga rimesso in moto reinstaurando il concetto di equilibrio che la natura ottempera per sua stessa concezione ma che l’uomo, nella sua presuntuosa arroganza vorrebbe scardinare.
Luca Patocchi

Woods are at the heart of the legends – and thus of the fairytales – that have always accompanied European culture. And possibly all cultures. Romanticism enshrouded woods with a melancholy aura that included the contemplation and memory of death. Since then, woods and tombs have appeared naturally together. Perhaps because woods, home to the most intense plant life, provide the perfect foil to our ephemeral centrality. This too can be seen in Sandro Glaettli’s photographs. Yet more than anything we have the innocent vision of a Swiss boy for whom the woods are the very substance of life, the experience of beauty, the essence of silence.
Ferdinando Scianna

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